Google Maps, io e gli yogurt

Avventure di una cinquantenne alle prese con Google Maps

Pomeriggio impegnativo oggi. Scopro alle cinque e mezza del pomeriggio che mio figlio, andato a casa di un compagno di scuola, non sa come tornare a casa. Il compagno dice che non ci sono autobus da Castel Guelfo verso Castel San Pietro, che comunque non è casa e dovrei andare a prenderlo lì.  Io gli dico di sentire magari i genitori del compagno che potrebbero avere un’idea se in effetti è così e di richiamarmi. Ma quando si va da qualche parte, mi chiedo io, non si dovrebbe pensare a come ritornare? Mi richiama, no non ci sono autobus, mi devi venire a prendere. 

Panico. Ho la macchina del marito, transatlantico, tanti bottoni di cui non conosco la funzione. Ulteriore panico, come diavolo si fa a far apparire ‘la posizione’ (cosa che ho scoperto di recente, che il figlio può mandare via Whatsapp, se sai usarla è meravigliosa!) sul quel malefico schermo ( poi capirai perché malefico) che si trova nell’auto?!! 

Dopo 10 minuti nel parcheggio della Coop, con la macchina accesa perché altrimenti non si riesce, quindi i fari accesi e diverse auto che pensano che io stia andando via, ma non è così, ma io mi agito perché so che sto facendo innervosire quelle persone, non riesco a far apparire la maledetta posizione sullo schermo!! Niente, lasciamo stare, attacchiamo il cellulare al cosino che si infila nella bocchetta dell’aria, chiudiamo lo schermo perché altrimenti il telefono non sta su e facciamo partire il percorso da fare. 

Ok, sono partita. 30 secondi dopo chiama il figlio per chiedermi dove sono e il maledettissimo schermo si apre e…..il telefono vola per terra dall’altra parte dell’auto. AHHHHH! Niente, recupero il telefono mentre guido e lo sistemo di nuovo al suo posto. Google Maps dice che devo girare a sinistra, ma Castel Guelfo non è dalla parte opposta? Boh, GM saprà quello che fa, io certamente no, senso dell’orientamento zero. Continuo a seguire il percorso. GM mi dice di girare a sinistra in una stradina buia. Io odio il buio. Non ci vedo bene in auto con il buio. Giro, partono gli yogurt dalla borsina della Coop sul sedile posteriore! Speriamo che non si siano aperti penso. Si, perché il baule dell’auto è pieno, cartoni ecc. (stiamo rifacendo le camere dei ragazzi con i mobili dell’Ikea e volevo buttare un pò di roba ma la carta per  aprire i bidoni è nella mia macchina, quindi niente, i sacchetti della spesa erano stati messi sul sedile). 

Vado avanti per la strada buia e arriva un’altra telefonata, e vai che parte lo schermo ed il telefono vola di nuovo!! Mi fermo al lato della strada, guardo dietro, boh, gli yogurt mi sembrano intatti, ma non sono sicura. Se restituisco al marito l’auto con yogurt sul sedile mi divorzia, non importa, ho problemi maggiori al momento, arriverò mai a prendere mio figlio o dovrò chiamare il papà dell’altro compagno, che venga a recuperarci tutti quanti?! 

Si, perché sono in due che mi aspettano, 

Decido di prendere una stradina sulla sinistra, per non stare sulla strada principale, per controllare  gli yogurt per bene. Ma non lo faccio, non so neanche io perché a questo punto. Faccio per tornare sulla strada in cui ero e riprendere il cammino. Solo che GM mi dice di tornare da dove sono venuta…perchè?!! Non è che è successo qualcosa in uno dei voli del cellulare e ora l’indirizzo a cui mi sta portando è un’altro? Faccio ripartire tutto, dal messaggio WhatsApp, ‘la posizione’ per finire  a GM. Niente, vuole che torni sulla via Emilia. Devo obbedire, dopotutto non saprei come fare altrimenti. 

Dopo Toscanella mi dice di girare a sinistra di nuovo e io eseguo. 

Terza telefonata del figlio: dove sei? Quando arrivi? Qui vogliono saperlo? Io: “smettila di telefonare o non arriverò mai!!! Mentre parlo con te non so dove diavolo devo andare! “ Mi sono fermata di nuovo, il telefono è volato per la terza volta. Ok, lo so, è ora di spostarlo. Decido di riaprire lo schermo, “così almeno so che sta lì” e sposto il cosino un poco più in là. Controllo gli yogurt, riparto. No, la macchina non ne vuole sapere, è apparso il disegnino della batteria. O mio dio!!!! Vuoi vedere che ora rimango bloccata in una stradina buia nel mezzo di nulla?! Calma, riprovo, spengo, riaccendo, boh, non so come, riparte. 

Seguo GM. È proprio buio, non riconosco niente e non ho idea di dove sono. Gli abbaglianti ogni tanto si spengono e poi si riaccendono da soli…non è che che qua sta per fermarsi tutto?! 

Sono quasi arrivata, GM dice solo 400 m, ma come faccio a sapere quale casa è? Infatti la passo, o almeno GM dice che sono già arrivata…giro a destra nella prima stradina che trovo e poi subito dopo in un parcheggio. Chiamo mio figlio. Sono qui, o meglio, sono vicino, meglio se il transatlantico lo lascio dove si trova e sia io che voi andiamo sulla strada principale e proviamo a a cercarci. 

Sulla strada principale, chiamo, penso di vedervi, probabilmente 400 m più in là…Mio figlio: sei quella tutta nera? Io rispondo di si, l’unica altra persona nei dintorni è beige. Mentre mi raggiungono conto, sono tre!!! E ora dove li metto? C’è la spesa sul sedile posteriore…Oddio gli yogurt! Mi sono dimenticata di controllarli e rimetterli nella borsina. Arriviamo all’auto, “fermi tutti, non toccate niente! Devo controllare gli yogurt”. Tutto ok, non divorzio. 

Riescono ad entrare tutti e tre nella macchina. Mio figlio: “ma quanta spesa hai fatto che non ci stava tutta nel baule?” Sono leggermente schiacciati i due dietro, ovviamente con anche gli zaini di scuola, quasi si abbracciano…Mio figlio davanti con lo zaino e la borsina con gli yogurt, “ mi raccomando, dico io, fa attenzione a non schiacciare gli yogurt”.

Sistemo il telefono, questa volta so come collegare GM con indirizzo di casa allo schermo. Partiamo. Non mi fa fare la strada di prima, forse ha pensato che non mi piacesse perché mi sono fermata tante volte. Mi fa fare questa stradina ancora più buia, praticamente una corsia sola, con argini da entrambe i lati e tanti tanti campi. 

Ricevo una chiamata e si vede sullo schermo, non come prima. Come diavolo si fa a rispondere?!!  Schiaccio un paio di bottoni ma non succede niente. Non funziona nello stesso modo del viaggio di andata! Ok, non rispondo, tanto non so neanche chi sia. Mio figlio: schiaccio un pò di bottoni io per vedere se ci riesco. NOOOOO, urlo di disperazione e panico, non ti azzardare a spingere bottoni che mi parte GM e non arriveremo mai più a casa. Lui insiste, io minaccio di lasciarlo lì, in mezzo ai campi, al buio, in quel luogo sconosciuto. 

A un certo punto mi dice di aver visto il negozio cinese della via Emilia. La salvezza! Terra conosciuta.  Richiama il numero di prima e questa volta, non so bene come, riesco a rispondere, è l’altro figlio, solo che di sottofondo c’è ancora GM che mi dice dove devo andare, quindi non riesco a capire molto, solo che che sta tornando a casa e che vuole mangiare presto. “Yogurt?”

Fine. 

(ora ho bisogno di riposo, troppe emozioni per un solo giorno)

E.

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