The Fashion Reporter

Unfortunately my friend doesn’t have the time to write for my Blog anymore.

Gli scivoloni delle star 50enni

Guardando Vanity io e E: siamo state colpite dallo stesso articolo, E. si è concentrata sui look azzeccati io sulle brutture. L’articolo parlava delle 50enni, portando vari casi e dando ottimi consigli. Concordo che a 50 anni una dovrebbe già sapere cosa le sta bene e cosa no, ma ciò che ci donava a 20, 30 anni non potrà valorizzarci sempre ai 50, ciò che andrebbe evitato assolutamente è l’effetto tardona che non si rassegna.
Madonna, icona indiscussa, donna palatina della libertà femminile spesso si presenta con degli outfit secondo me poco valorizzanti: guepière, corsetti che forse stanno bene sul palcoscenico o in camera da letto nella proprio intimità, ma sul tappeto rosso stonano.

 

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Come sostiene l’articolo, le trasparenze ed il nude look non giovano alle over 50, intravedere un ginocchio con pelle cadente, una schiena grinzosa non è molto seducente. Altra questione su cui non si discute è la mini, la mini la concedo solo a Tina Turner, alle altre dico “no e basta”, e suggerisco una bella longuette.

A questa età il fasciato fa spesso sembrare dei frutti secchi incellophanati. Io dico no anche al jeans strappato ed in questo sono un po’ severa ma a me non piace neppure su una ragazza. Un ultimo dettaglio che mi è saltato agli occhi leggendo l’articolo sono i capelli lunghi, io preferisco un taglio più corto, il capello lungo sembra suggerire: dietro liceo, davanti museo…

 

 

Dimmi dove lavori e ti dirò come ti vesti

Quando ero piccolina e giocavo con le Barbie c’era Barbie maestra, Barbie dottoressa, Barbie impiegata tutte con outfit impeccabili, poi cresci e capisci che la realtà è invece spesso lontana dalla nostra fantasia. A causa della mia irrequietezza ho cambiato molti impieghi, per un po’ di tempo ho lavorato in una multinazionale inglese: ciò che mi ha colpito di più è stato l’ufficio delle donne aggressive. Questo essere pantere inferocite e donne in carriera rampanti ( a volte sembravano più in corriera che in carriera) si rispecchiava nel look che dominava l’ufficio. Paillettes alle 8 di mattina che appena entravi ti abbagliavano, pantaloni stretti per di più animalier, zebrato e pitonato i preferiti, pitonato oro il top, push up che portavano su decolté che sarebbero arrivati alle ginocchia, labbra e sopracciglia tatuate che verso la tarda primavera iniziavano a sbiadire con un effetto che potete immaginare, abbronzatura caraibica nei mesi invernali, lenti a contatto color smeraldo che a fine giornata dopo 8 ore davanti al pc facevano diventare gli occhi rosso visitors,
images-3Una volta incuriosita da questo color marrone dorato e dalla pelle incartapecorita osai chiedere se ricorressero a lampade, la risposta in coro fu “noooo abbiamo la pelle olivastra”. Si sa le bugie hanno le gambe cortissime e qualche giorno dopo, ero dall’estetista quando una dalla pelle naturalmente olivastra uscii dalla cabina doccia “tornado di sole” e l’altra dalla “diablo di luce”. In mezzo a questi Versace, Cavalli, lustrini, zigomi alla joker un giorno apparve E. una visione di buongusto nel mare della volgarità e la mia vita lavorativa migliorò nettamente.

Dopo vari vicissitudini ora bazzico nel mondo della scuola, per alcune professoresse la moda è rimasta quella di quando presero servizio fine anni 70, gonne a ruota in tartan abbinate alle scarpe Suor Berarda ( ci sono le Mary Jane e le Suor Berarda) ciò che mi colpisce è che sono nuove quindi comprate da poco, io immagino queste professoresse nei negozietti vicino a piazza San Pietro a Roma in cui si riforniscono le monache a fare incetta delle Suor Berarda. In questi casi auspico un ritorno al passato: per queste prof. l’uso del grembiule fino a sotto i piedi!

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Mamme asilo

Ultimamente le occasioni in cui posso osservare le mode si limitano ai look delle mamme all’asilo o nei giardinetti. Premesso che molte sono costrette a vestirsi in fretta e furia (e si vede) infischiandosene degli abbinamenti cromatici e delle regole basiche, ho notate alcune tendenze.

Molte mamme tendono ad assomigliare ai figli, e non il contrario, ad esempio le mamme di bimbi maschi un po’ terribili ho notato che adottano spesso outfits mimetici, sono pronte alla guerra.
Ciò però che ha attirato la mia attenzione è la mamma su tacco 12. La osservo ed ammiro da settembre, all’inserimento della figlia si è presentata con un tacco altissimo e plateau, mentre la maggior parte di noi era in sneakers o ballerine, lei zampettava, aggirando giocattoli, saltava sui tappeti, correva dietro alla figlia in maniera del tutto disinvolta.118211_350_A

È doverosa una premessa, penso che questi tipo di scarpe se le possano permettere le stangone che abbiano un portamento di classe, e la mamma in questione lo è, sulle bassine un po’ sgraziate il rischio di sembrare una ballerina drogata di lap dance di un night club di infima categoria è altissimo.
Poi è arrivato l’autunno, la mamma tacco 12 noncurante dell’arrivo della nebbia e della pioggerellina di novembre continuava a sfoggiare il suo bel piedino nudo con smalto rosso dentro una Jimmy Choo o similari.jimmy-choo-raso

Oggi ultimo dei cosiddetti giorni della merla temperatura -2, alle 8.30 di mattina con il ghiaccio che brillava nelle strade aveva una open-toe maculata senza calze… io con calzettoni di lana e scarponcini da boscaiolo della Timberland avevo freddo.

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Aspetto con ansia una nevicata per vedere se cederà ad una scarpa chiusa, non pretendo uno stivale. Non riesco a trovare una spiegazione, un problema ai piedi, caldo eccessivo, una strana patologia o semplicemente una fashion addicted, aiutatemi a capire!

 

Non aprite quell armadio

Errori&orrori modaioli degli ultimi trent’anni.

Ammetto che all’inizio ho accolto la moda del risvoltino – solo la parola ora mi mette i brividi – con un tenue entusiasmo: ho pensato che fosse una fortuna per chi come me non annovera tra le sue caratteristiche l’altezza e deve ricorrere spesso alla sarta per far fare l’orlo ai pantaloni.10670209_872697772749634_4442045077292659592_n
Poi ho visto risvoltini con calzini colorati ed improbabili indossati da fascinosi managers della Milano da bere, sono rimasta sconvolta da orde di liceali tutti risvoltati: all’entrata di un liceo ne ho contati due senza il risvoltino, si erano forse dimenticati? Ora che l’inverno si fa sempre più gelido guardo con preoccupazione calzini corti, caviglie in bella vista esposte al vento freddo. Ho visto rivoltare ogni genere di pantaloni, della tuta, streach, larghi, nessun pantalone purtroppo può ritenersi al sicuro.

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Mi chiedo quante stagioni durerà, siamo all’apice ed ora è solo discesa o non ce ne libereremo facilmente? Solo il pensiero di essere sopravvissuti alle spalline mi rincuora.

 

 

Ricordo amiche di mia madre con enormi spallone, figure inquietanti della mia infanzia. All’inizio fu sotto i vestiti di lana, poi le spalline apparsero sotto le camice, le t-shirt e forse anche le canotte… Poi sparirono magicamente. Non ne ho mai capito l’utilità, forse un omaggio a Goldrake? Ed i produttori di spalline che fine hanno fatto? Mi piace pensare che le abbiano riciclate producendo i reggiseni push-up.Spalline

 

Altre mode da brivido hanno segnato l’infanzia di molti di noi. È nitida nella mia mente un’immagine di un estate degli anni 80 con mio padre in camicia hawaiana sul blu, mia madre in completo, camicia e gonna hawaiana blu e verde, ed io con vestitino hawaiano arancione. Avevamo più palme noi addosso che l’intera Honolulu.

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Se alcune mode da piccoli le abbiamo subite, altre le abbiamo adottate consapevolmente.
Io avevo un debole per la frangiona bombata con gel, la leader della mia classe ricordo che ne aveva una esagerata: prima arrivava la frangia poi dopo 5 minuti arrivava lei, era enorme bombatissima e rigida cementata. Forse a causa dell’umidità della zona in cui vivo o della mia scarsa propensione ad essere un leader, non sono mai riuscita ad averla così rigida mi si afflosciava e non vedevo nulla.
Ora mi farebbe comodo la mia frangiona per evitarmi la vista dei rivoltini!

C.

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